I d'Errico

Vincenzo d'Errico
Camillo Basilio d'Errico
Economista e patriota

Nato il Febbraio 1821, studiò a Napoli dove completò gli studi giuridici, studioso ed umanista raccolse nella sua casa una ricca Biblioteca 6000 volumi e una interessante Pinacoteca 298 tele di scuole diverse, quella napoletana rappresentata da Salvator Rosa, Stanziani, Luca Giordano, Micco Spadaio ed altri; La scuola romana rappresentata da Guido Reni, Schivone, Carlo Dolci, Maratta, ecc; La scuola fiamminga Van Dick, Brueghel, Sneyders ecc. il tutto oggi di proprietà dell'Ente Morale C. d'Errico con sede in Palazzo San Gervasio. Fu sindaco di Palazzo San Gervasio per 35 anni abbellì il Comune dotandolo di illuminazione elettrica e forza idraulica, uno dei primi in tutto il mezzogiorno come si evince da una delibera del 1878. Morì il 30 Ottobre 1897.

Giuseppe d'Errico
Uomo di legge e patriota

Nato nel 1757 da Agostino d'Errico e Francesca De Gregorio, educato nel seminario di Turi e compiuti gli studi legali a Napoli , dove si addottorò in "utroque jure" venne assunto alla carica di Governatore e destinato a Palazzo San Gervasio con la duplice giurisdizione civile e criminale. Approfondì gli studi giuridici con lo zio il dotto sacerdote Michele Conversano intrattenendo anche segrete relazioni con i maggiori uomini del suo tempo: Mario Pagano, Domenico Cirillo, Ignazio Falconieri ed altri famosi intellettuali e patrioti. Febbraio 1799 fu eletto Presidente del Municipio di Palazzo San Gervasio, e considerata la proclamazione della Repubblica di Napoli, Palazzo vi aderì innalzando l'albero della libertà il 9 Febbraio 1799. Il 14 e 15 Febbraio Palazzo fu attaccata dai seguaci del cardinale Ruffo e il liberale d'Errico si salvò sfuggendo alle ricerche rifugiandosi nella casa di Carlo Guigliotti e dopo in quella del Chisena. Fu imprigionato e portato in catene nelle prigioni di Melfi insieme all'aziano zio sacerdote ove rimase 2 anni, con il trattato di Firenze del 18/3/1801 uscì di prigione e si allontanò da Palazzo andando ad esercitare la professione di avvocato a Matera ma il 7 Giugno 1802, tornato a Palazzo per la festa dello Spirito Santo fu assassinato sotto l'arco del Purgatorio (congiunge Corso Manfredi e Vico Freddo).

Giuseppe Nicola d'Errico
Deputato e patriota

Nato il 25 Aprile 1819, studiò architettura a Napoli e a Roma, tornato in Basilicata si interessò ai problemi economici e sociali della regione, si iscrisse alla Carboneria e fece parte della Giovine Italia, deputato al parlamento nazionale per il collegio di Potenza dal 1863 al 1865 intervenne spesso alla Camera per illustrare le condizioni della Basilicata, Il Pedio ritiene che il diciottenne G. Fortunato abbia attentamente studiato le opere di G. d'Errico, ed in particolare "Progetto di una statistica per la provincia di Basilicata". Molti i saggi, gli articoli e le monografie, tra le più importanti "Descrizione mineralogica e geologica della Basilicata" una traduzione delle Georgiche di Virgilio e delle Epistole di Orazio. Morì il 12 Agosto 1874.

Vincenzo d'Errico
Avvocato

Nato nel 1798 laureatosi in legge a Napoli, fu segretario del Consiglio Provinciale di Basilicata, affiliato alla Carboneria,Gran Maestro della vendita potentina della Giovine Italia, Presidente del Circolo Costituzionale Lucano, Deputato al Parlamento napoletano e Presidente della Società Economica di Basilicata.

Autore di saggi e monografie " Il progetto per lo miglioramento dell'agricoltura e delle Arti della provincia di Potenza" "Dei bisogni della Basilicata e degli espedienti per sovvenirli". Di tendenze moderate venne perseguitato dalla polizia in quanto liberale, raggiunto da un mandato di arresto fuggì avventurosamente dal paese e raggiunse Tolosa e Marsiglia fu poi, costretto a lasciare la Francia dopo l'attentato di Felice Orsini all'Imperatore francese, per Torino morì, infine il 1° Ottobre 1855. Tra i tanti amici e patrioti anche Gioberti e Guglielmo Pepe.